«Momento di emergenza, possiamo riscoprire i valori fondamentali». Una piccola donazione per gli operatori in prima linea

Unità, responsabilità e impegno alla solidarietà. Sono questi i richiami che i vescovi della Toscana fanno ai fedeli della regione nel momento più difficile vissuto negli ultimi settant’ anni. Nell’ultima riunione della CET – avvenuta via streaming lo scorso 23 marzo, i vescovi hanno sottolineato: « come questa emergenza costringa tutti noi a guardare alle cose essenziali e a ripensare al senso stesso della nostra esistenza, in un momento in cui la nostra vita è stravolta e niente può essere dato per scontato. Il diffondersi del virus – hanno continuato – rivela anche l’interdipendenza del genere umano e la fragilità di ognuno: siamo tutti vulnerabili, nessuno escluso, e questo deve renderci più uniti, spingendoci a vivere questo legame come responsabilità reciproca e impegno di solidarietà. Da qui l’idea di un piccolo, significativo gesto per contribuire, anche materialmente, agli sforzi che tanti operatori stanno mettendo in campo per la sicurezza della popolazione: «I Vescovi delle Diocesi della Toscana hanno deciso di effettuare un gesto di partecipazione e di solidarietà per l’emergenza sanitaria che sta colpendo anche il nostro territorio, dando un contributo che servirà ad attrezzare alcune ambulanze con i dispositivi e le strumentazioni necessari per intervenire sui pazienti affetti da Coronavirus. Il finanziamento – si afferma in una nota – verrà devoluto alla Confederazione delle Misericordie della Toscana, per sostenere il servizio che le Misericordie svolgono a favore di tutti i cittadini nell’ambito del sistema sanitario regionale. Il fondo – si precisa – sarà costituito con uno stipendio mensile che ciascun vescovo devolverà per questa finalità, e sarà poi integrato con un finanziamento della Conferenza Episcopale Toscana. Questo gesto si aggiunge alle attività delle Caritas delle diverse diocesi, che già stanno facendo tanto in questo periodo per aiutare le persone più bisognose, e alle tante iniziative promosse localmente da parrocchie e associazioni cattoliche».

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