«Lungo le strade del Signore assieme a Maria»

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A Valdibrana il Vescovo ha affidato la Diocesi alla protezione della Madre Celeste

DI PIEVANO ARLOTTO

«Sono qui a nome vostro, rappresento indegnamente tutti voi, ai piedi di Maria, per portare la nostra città, i nostri malati, tutti quelli che sono morti a causa di questo terribile morbo davanti a Lei». Il vescovo Tardelli parla dal Santuario della Madonna di Valdibrana, dove ha celebrato una Messa senza popolo ma trasmessa in diretta tv per aprire un mese mariano decisamente insolito, quest’anno purtroppo privo dei consueti pellegrinaggi.

Un tempo difficile nel quale si inserisce anche la festività civile del 1 maggio. «Preghiamo stasera — ha ricordato Tardelli — anche per tutti i lavoratori. Oggi è la giornata del lavoro ed è anche la memoria liturgica di san Giuseppe lavoratore. Vogliamo pregare perché ci sia per tutti un lavoro onesto, sano, giusto. Molti lunedì riprenderanno a lavorare; vogliamo chiedere la protezione per loro, ma pensiamo anche a quanti fanno fatica con il lavoro e sperimentano una difficoltà economica». Nell’omelia, commentando l’episodio della conversione di San Paolo, il vescovo ha spiegato come nella vicenda dell’apostolo «vediamo cosa è possibile alla grazia del Signore. Ogni situazione brutta, ogni dramma, ogni difficoltà può diventare occasione di vita nuova». Il Vangelo del giorno proponeva invece un brano del capitolo 6 di Giovanni dedicato al pane di vita: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue — ha ricordato Tardelli citando le parole di Gesù — rimane in me e io in Lui; si stabilisce una comunione profondissima. Maria più di ogni altra creatura si è nutrita di Cristo, è stata con lui, lo ha portato nel grembo, gli ha dato la sua carne, lo ha allattato, lo ha cresciuto, si è nutrita di lui pane vivo. Con la sua generosità, con la sua semplicità, è stata capace di vivere nell’intimità profonda di Dio». Il vescovo fa sintesi della vicenda umana della Vergine e la ripresenta come madre della Chiesa, donna capace di intercettare la sensibilità di tutti: «Possiamo rivolgerci a lei perché conosce le nostre difficoltà e fatiche e sappiamo che ha saputo vivere la comunione col figlio, ha saputo prendere il peso di tutta l’umanità». «In questo luogo così caro ai pistoiesi — ha concluso Tardelli — guardiamo a Maria, a questa immagine semplice, popolare di Maria col bambino in braccio e ci sentiamo confortati, perché lei ci insegna a vivere in Cristo e a nutrirci di lui e a trovare in lui la forza per essere testimoni del suo amore».

Alla conclusione della messa il vescovo ha affidato la diocesi alla protezione della Vergine Maria; a Lei, ha aggiunto, affidiamo «tutti noi, le nostre famiglie, la nostra chiesa locale, le nostre parrocchie, i morti. In questo atto di affidamento a Maria mettiamo tutta la nostra disponibilità a camminare sulle strade che il Signore vuole che percorriamo». Durante la Messa c’è stato spazio per un piccolo e affettuoso ricordo del vescovo Mansueto Bianchi, autore di una bella preghiera alla Vergine di Valdibrana e amico fraterno del vescovo Fausto «che dal cielo — ha aggiunto — ci guarda e prega per noi». Sabato 2 maggio, peraltro, ricorre il sedicesimo anniversario dell’ordinazione episcopale di Tardelli, consacrato vescovo nel 2004 nella basilica di San Frediano di Lucca. Dopo dieci anni di episcopato nella diocesi di San Miniato nel 2014 è stato nominato da papa Francesco vescovo di Pistoia e chiamato a guidarla e accompagnarla in tempi non semplici, come quelli di quest’ultima grave pandemia.