Il centro Oami, casa di preghiera

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Nel vicariato di Quarrata c’è un luogo dove sono di casa lo stupore e la preghiera. «La cosa che mi ha sempre sbalordito – racconta Maria Rosa Bragion, responsabile del Centro Oami di Quarrata – è che i ragazzi non hanno mai nessuno dubbio sull’esistenza di un Dio padre. E ce l’hanno soprattutto quando le persone “normali” la perderebbero, come momenti di grossa malattia e disabilità cronica. Magari dopo aver bestemmiato per il dolore mi chiedono una preghiera insieme».

«Cerchiamo in molti una prova dell’esistenza di Dio Padre, ma il fatto che questi ragazzi ne abbiano un’avvertenza così chiara mi sorprende». Una sensibilità che “funziona” con Dio e «nel riconoscere subito chi hanno davanti».

I ragazzi del Centro Oami vivono insieme in una casa famiglia a due passi dalla parrocchia di Santa Maria Assunta e qui condividono la preghiera tra loro e con gli altri. «Ogni giorno Luciana, una nostra volontaria storica che adesso per l’età non può muoversi da casa – racconta Maria Rosa – chiama al telefono per pregare insieme ai ragazzi». Ma loro stessi sono protagonisti nelle dinamiche della fede. «Nella preghiera parliamo di tutto: dei nostri sentimenti, di quello che succede, per l’amico e ogni volta emergono dettagli che non abbiamo visto prima. Massimo prega sempre per papa Francesco. Gli dico: “ma è perchè lo vedi sui giornali o in tv?”; “No, perchè ne ha bisogno”».