Storia del vescovo con le caramelle in tasca

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Un libro a cura di Nadia Vettori racconta monsignor Rino Carlesi, pastore della diocesi di Balsas, in Brasile, a cento anni dalla nascita

«L’amore libera, l’egoismo rende schiavi»: Monsignor Rino Carlesi vescovo di Balsas, città del nord est del Brasile, amava ripeterlo, specialmente ai giovani. Lo aveva ricordato anche nella Diocesi di Pistoia, ai ragazzi che ogni anno visitava con la collaborazione dell’Ufficio Missionario soprattutto nei luoghi della sua infanzia: a Montemurlo, dove era nato nel 1922, e a Masiano, dove si era poi trasferito con tutta la famiglia. Una frase che rappresenta un programma di vita e che dà il titolo a un libro, presentato ieri sera, sabato 5 novembre presso il circolo di Masiano dedicato proprio alla figura del vescovo Carlesi. «Il libro — spiega Nadia Vettori — cade a 100 anni dalla nascita e nel 40esimo della Diocesi di Balsas e dai 70 anni di presenza dei comboniani in Brasile ». Per Nadia Vettori, che ha trascorso la vita come missionaria laica in Brasile a nome della Diocesi di Pistoia, la cura del libro è un gesto di gratitudine: «è stato don Carlesi — confida — la causa della mia vita missionaria. Fu lui che riuscì a mettere pace in casa mia — racconta Nadia — dopo che avevo reso noto il mio desiderio di partire per il Brasile. Era un uomo che ti ispirava, la sua testimonianza era contagiosa».

Carlesi era entrato giovanissimo nel Seminario diocesano di Pistoia, ma qui aveva avvertito una vocazione nella vocazione: il suo desiderio era quello di diventare Missionario, inserirsi nelle file dei padri Comboniani e partire per il continente africano. La provvidenza però aveva altri disegni su di lui. I Comboniani lo inviarono infatti in Portogallo dove trascorse i primi anni di vita religiosa. Da lì si recò in Brasile, a Rio de Janeiro, in cerca di fondi per costruire il Seminario di Viseu in Portogallo. Una volta arrivato giunsero richieste di religiosi da varie diocesi del paese e finì che in Portogallo non ci sarebbe più tornato: nel marzo 1952, grazie al suo intervento, arrivarono in Brasile i primi 10 comboniani, prima a Rio de Janeiro poi a Balsas. Nel 1965 fu nominato vescovo di Balsas, ma l’ordinazione fu celebrata a Pistoia, a significare il profondo legame con la sua terra di origine. Il suo è stato un lungo episcopato: resse la diocesi per più di trent’anni e suo successore fu un altro comboniano dom Franco Masserdotti.

«Carlesi da vescovo — ricorda Nadia Vettori — ha rivoluzionato la diocesi di Balsas: ha messo in atto tutte le indicazioni del Concilio. Balsas è una diocesi grande come la Toscana, con 17 parrocchie di una grande estensione, tutte suddivise in comunità; è una realtà povera dove la prima emergenza era l’alfabetizzazione. Carlesi promosse dei corsi popolari con quelle che chiamavano “le maestrine del Sertao”, maestre che insegnavano a leggere a scrivere, ma anche il catechismo. Queste donne guidavano anche le celebrazioni domenicali animando le diverse comunità. Ma il suo fu un impegno educativo ad ampio raggio: per un tempo grazie a lui — racconta Nadia — chiamarono Balsas la città della cultura».

«Mons. Carlesi era particolarmente attento ai malati e ai bambini. Tra i malati aveva una cura particolare per i lebbrosi; la Diocesi di Balsas, per suo volere, pagava un’infermiera per curarli. Dom Rino si è poi impegnato molto per i bambini. Aveva sempre le tasche piene di caramelle: “la loro vita è già molto amara” – diceva- voglio addolcirla almeno con qualche caramella».

«Quando parlava della povertà — prosegue Nadia — il suo era un parlarne amoroso, qualcosa che si traduceva in azione. Mi piace — conclude Nadia — ricordare il suo amore per i poveri e la sua facilità di comunicare. La vita di dom Rino, come ricordava un suo confratello missionario, è sempre stata un “lavare i piedi”».

Il libro è stato realizzato grazie al contributo della famiglia Carlesi e raccoglie un’ampia documentazione su mons. Carlesi, dalla storia dei comboniani in Brasile a quella della diocesi di Balsas, raccoglie testimonianze e alcune lettere inviate da don Rino. La prefazione è a cura del Vescovo Tardelli. Il libro può essere trovato in parrocchia a Masiano e presso la libreria San Jacopo, dove è disponibile ad offerta. Il ricavato sarà destinato alla Diocesi di Balsas.

Ugo Feraci