Quanto è importante coltivare l’udito del cuore

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«Una delle esigenze del tempo presente è il bisogno di essere veramente ascoltati e di esistere per qualcuno»

A Bottegone il lavoro per la consultazione in vista del Sinodo è partito nel mese di ottobre con una convocazione avvenuta «sia tramite il Consiglio Pastorale, che vede rappresentati tutti i gruppi presenti nella comunità, che tramite l’annuncio del parroco al termine delle celebrazioni festive».

«I coordinatori, — raccontano Patrizia Beacci e Franca Butelli della parrocchia di San Michele Arcangelo a Bottegone — già “formati” negli incontri proposti dalla diocesi, hanno preparato due momenti di presentazione del percorso per le persone che hanno aderito nei quali sono state presentati gli scopi, le dinamiche, i tempi e gli strumenti necessari (la traccia fornita dalla diocesi e una scheda preparata da noi con il brano del Vangelo e le domande trascritte in modo più semplice) invitandoli ad iniziare la loro riflessione a casa per arrivare agli incontri preparati e per poter ottimizzare al meglio il tempo a disposizione per la condivisione».

«Al Bottegone — raccontano Patrizia e Franca — sono stati composti tre gruppi di 8/9 componenti che risultano eterogenei sia per le età, le esperienze, i gruppi che e i servizi svolti all’interno della parrocchia e del paese. Indubbiamente la presenza dei giovani, anche se non molti numericamente, si è dimostrata preziosa, sia per i quesiti posti che per la freschezza dello sguardo in un “tempo” di cui si sentono giustamente protagonisti ma nel quale forse sentiamo poco la loro voce».

«Ad oggi — raccontano Patrizia e Franca — sono stati fatti i due incontri relativi alle schede proposte, mentre nella prossima settimana è previsto l’incontro riassuntivo e conclusivo. Ciò che è subito emerso dai partecipanti è stato riconoscere come preziosa l’occasione di doversi fermare a riflettere un attimo sulla realtà personale, mettersi in ascolto per scoprire necangelo altri sguardi condivisi o diversi che confermano o interrogano, ma che comunque non possono lasciarci nella comodità della nostra quotidianità o del “si è fatto sempre così”. Il Sinodo è una opportunità per almeno provare a camminare insieme con uno sguardo più ampio che esca dall’io per arrivare al noi».

«I Vangeli — conclude Beacci — ci presentano Gesù “sulla strada” gentile e attento, quasi invisibile, farsi vicino a tutti quelli che incontra e porsi in ascolto della loro vita. In questa prospettiva il Sinodo è per tutti. Per la Chiesa soprattutto, è una occasione per diventare esperti nell’arte dell’ascolto istruiti con tenerezza dal Vangelo. L’ascolto autentico è quello del cuore, privo di giudizio o pegrappresentano gio di pregiudizi, un ascolto che si fa terreno fertile dove l’altro può coltivare la sua storia. Papa Francesco ci chiede “come va l’udito del nostro cuore?”. Direi, come vanno anche la nostra vista e le nostre gambe?».

«Noi popolo di Dio, gente di tutti i giorni, famiglie scucite e ricucite, giovani dispersi e lontani, uomini e donne dagli amori indefiniti, gente cosiddetta normale, abbiamo bisogno, anzi siamo assetati di ascolto, di sentire di esistere per qualcuno. È questa la vera sfida del Sinodo, saremo capaci di ascoltare le voci inaudite?».

Daniela Raspollini