Eventi

Vacanze tempo dello Spirito

Anche se può sorprendere alquanto, il titolo ha la sua giustificazione. Il riposo dal lavoro, dalle occupazioni, dagli impegni quotidiani, non è soltanto e nemmeno soprattutto il tempo della rigenerazione delle energie fisiche, logorate dallo sforzo dispendioso che ogni lavoro porta immancabilmente con sé. Meno che mai un periodo di dissipazione, di dispersione, di totale disimpegno. Vacanze come dolce far nulla, contando le ore che non passano mai, contrassegnate dagli sbadigli e dalla noia e che, alla resa dei conti, stancano più dell’applicazione e del lavoro. Una discarica più che una ricarica, una perdita piuttosto che un guadagno. Come tutte le cose della vita, anche il riposo va organizzato, programmato almeno nelle sue linee generali, in rapporto ai bisogni e alle necessità che ognuno porta sempre con sé. Vacanze che mantengono ancora il segno della ragione, che rimane sempre alla base di un’esistenza ordinata. Continua a leggere Vacanze tempo dello Spirito

La solitudine corale di Roberto Carifi

David Pratesi dal n. 24 del 19 giugno 2011
Ci sono, nella poesia di Carifi, alcune cifre immediatamente riconoscibili. In primo luogo, la qualità ossimorica del canto, un canto che effonde il senso di quella che può dirsi una solitudine corale, dove, se il dolore non è gridato, è soltanto per la consapevolezza, nel poeta, dell’inanità del grido. A quel canto, semmai, si addice, per accumulo di pena, il tratto devastato della voce: Una lampada, tra noi, una lanterna fredda/narra qualcosa la parola, qualcosa che si consuma./Chi porta questa parola consumata,/chi parla, chi parla in questa lingua arata [Il Figlio, da Inverno, Jaca Book]. Un’altra cifra si desume dalla sequenza dei titoli, Casa nell’ombra, Amore e destino, Il figlio, Amore d’autunno, Figure dell’abbandono… titoli che il poeta orchestra intorno a un dissidio che appare insanabile: quasi che a lui, al suo carisma di assegnare nomi nuovi alle cose (anch’esse nuove), fosse toccato di muoversi soltanto entro lo spazio del dolore: Ameresti il gelo che riduce/alle stanze vuote dell’infanzia,/a un cuore di bambola che piange/tra la paura e il sogno? [Amore e destino, I quaderni del battello ebbro]. Continua a leggere La solitudine corale di Roberto Carifi

La voce della gente

Il mondo cattolico è pronto per il voto del 12 e 13 giugno

Tutte le forme di espressione della volontà popolare sono forme da apprezzare, stimare e incoraggiare”. Lo ha detto il 24 maggio mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo ad una domanda dei giornalisti a proposito dei referendum del 12 e 13 giugno, durante la prima conferenza stampa della 63ª assemblea generale dei vescovi italiani, in corso in Vaticano . “Questioni come l’acqua e simili – ha aggiunto – sono questioni sulle quali ci deve sempre essere grande vigilanza e responsabilità sociale. La cura di questo e di altri beni comuni è fondamentale, perché rimangano e siano salvaguardati e custoditi per il bene di tutti”. Continua a leggere La voce della gente

Corpo sociale e democrazia

Partendo dal grandioso passaggio all’età dei lumi, Roberta De Ponticelli individua l’elemento caratteristico fondamentale della modernità nella supremazia dell’individuo rispetto alla collettività. La differenza tra il prima e il dopo è l’affermazione della ragione, che diviene sinonimo di autonomia. Da qui scaturiscono gli stati di diritto ed il conseguente mutamento della maturità morale, non più imposta dall’esterno, ma autonoma. Chi è autonomo non dipende più dall’autorità altrui, ma si realizza nell’esercizio disciplinato della propria libertà, cioè nella capacità di darsi una legge e una coerenza. Continua a leggere Corpo sociale e democrazia

Il referendum e gli strumenti di partecipazione

Perché dobbiamo andare a votare di Marinella Sichi dal n. 23 del 12 giugno 2011 Il 12 e 13 giugno tutti i cittadini italiani sono chiamati ad esprimere il loro parere su quattro questioni referendarie. Due riguardano l’acqua, una terza il nucleare e la quarta la norma relativa al legittimo impedimento. Non scendiamo nel dettaglio del significato dei quattro quesiti, di cui ormai il nostro lettore si è fatto un’idea, ma piuttosto genericamente su questo strumento di democrazia diretta. Hanna Arendt affermava che la democrazia si costruisce ogni giorno, intendendo che essa non è una costante. Non si può stabilire la democrazia a tavolino, scrivendo una Costituzione e delegando un gruppo di eletti a rappresentarci, ma deve essere verificata ogni giorno, da tutti. Solo con la continua attenzione quotidiana l’opinione pubblica può reclamare un intervento piuttosto che un altro. Continua a leggere Il referendum e gli strumenti di partecipazione