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Il mondo cattolico è pronto per il voto del 12 e 13 giugno

Tutte le forme di espressione della volontà popolare sono forme da apprezzare, stimare e incoraggiare”. Lo ha detto il 24 maggio mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, rispondendo ad una domanda dei giornalisti a proposito dei referendum del 12 e 13 giugno, durante la prima conferenza stampa della 63ª assemblea generale dei vescovi italiani, in corso in Vaticano . “Questioni come l’acqua e simili – ha aggiunto – sono questioni sulle quali ci deve sempre essere grande vigilanza e responsabilità sociale. La cura di questo e di altri beni comuni è fondamentale, perché rimangano e siano salvaguardati e custoditi per il bene di tutti”. I quesiti referendari sono quattro: due relativi alla privatizzazione dell’acqua, uno sul nucleare e uno sul legittimo impedimento. Il referendum passa se viene raggiunto il quorum, quindi devono votare almeno 25 milioni di persone. Secondo i sondaggi il 70% degli italiani non sa che il 12 giugno si voteranno i referendum, anche a causa della scarsa pubblicizzazione sulle tv pubbliche e private. Ma il mondo cattolico è già mobilitato da tempo. Alcuni esempi: Preti e religiosi a San Pietro. Sacerdoti, suore e missionari si raduneranno il 9 giugno a Roma, a Piazza San Pietro (ore 12), per un giorno di digiuno per “salvare l’acqua”. L’iniziativa, lanciata dai padri Adriano Sella e Alex Zanotelli, fa riferimento ai due quesiti contro la privatizzazione dell’acqua. Nei giorni scorsi il Cipax (Centro interconfessionale per la pace), ha inviato una lettera a tutte le Congregazioni italiane per promuovere la sensibilizzazione in materia. “Come cristiani – si legge nell’appello dei religiosi -, non possiamo accettare la Legge Ronchi, votata dal nostro Parlamento (primo in Europa) il 19 novembre 2009, che dichiara l’acqua come bene di rilevanza economica. Il referendum del 12 e 13 giugno sarà molto importante per bloccare questo processo di privatizzazione dell’acqua e per salvare l’acqua come un grande dono per l’umanità”. L’appello fa riferimento alle parole sull’acqua pronunciate più volte da Benedetto XVI, contenute nel Compendio della dottrina sociale della Chiesa, ed espresse dal segretario della Cei, mons. Mariano Crociata, durante il convegno ad Assisi su “Sorella Acqua” (aprile 2011). La Campagna della Rete interdiocesana. È stata lanciata nel periodo pasquale la Campagna “Acqua. Dono di Dio e bene comune” promossa dalla “Rete interdiocesana Nuovi Stili di vita”. Al momento vi aderiscono 40 diocesi. La Campagna – si legge nel manifesto – è “una proposta cristiana al di sopra di ogni schieramento politico e ideologico, è una campagna che invita ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino questo prezioso bene comune, garantendone la disponibilità per tutti”. In concreto viene proposto alle “Chiese locali, la costruzione di percorsi pastorali, adatti al proprio territorio” e di rinnovare “coerentemente le proprie pratiche”. La Rete interdiocesana è nata nel 2007 e vi possono aderire gli Organismi diocesani incaricati. Info: http://reteinterdiocesana.wordpress. com La mobilitazione nelle diocesi. Tra le diocesi già mobilitate, con volantinaggi e iniziative varie, in Toscana è stato diffuso nei giorni scorsi un appello alla “cittadinanza responsabile” sul tema dell’acqua “bene comune”, stilato da tutte le Caritas, gli uffici di pastorale sociale e del lavoro e Missio. “Esercitare il diritto di esprimere la propria opinione in modo informato su questioni cruciali come quelle legate al bene comune – si legge nell’appello -, anche attraverso la partecipazioneal referendum del prossimo 12 e 13 giugno, è prendersi cura delle comunità e del mondo nel quale viviamo”. Anche la diocesi di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi ha sottoscritto il documento “Acqua, dono di Dio e bene comune” e organizzato eventi insieme all’Azione cattolica locale, per “approfondire le ragioni del Sì”. La posizione delle associazioni. Le posizioni di molte associazioni sono chiare. Don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele, parlerà oggi, 25 maggio, a Torino sul tema dell’acqua in vista del referendum. Sarà presentata “Gluglù”, la fontana pubblica di acqua sfusa nata per la promozione di un consumo responsabile e consapevole dell’acqua di rete. Le Acli nazionali, per voce di Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento “pace e stili di vita”, denunciano che sui referendum “l’opinione pubblica è ancora tenuta all’oscuro. Sembra in atto un tentativo di soffocare le istanze dei comitati promotori dei referendum”. Le Acli hanno anche espresso una posizione sul nucleare, a distanza di 25 anni dal referendum che all’epoca avevano appoggiato. Secondo il presidente nazionale Andrea Olivero, “oggi i rischi sembrano ancora maggiori rispetto ai benefici”. La Fondazione Lanza, tramite l’esperto Matteo Mascia, dopo aver accolto con favore l’abrogazione delle norme per la realizzazione di impianti nucleari in Italia, teme però “il rischio di una strumentalizzazione elettorale” e “che le altre questioni referendarie sull’acqua e sul legittimo impedimento siano affossate”. “Il referendum – aveva detto al SIR – è uno strumento di democrazia da valorizzare. Può essere una grande occasione per avviare un dibattito franco e costruttivo, per capire quali strategie mettere in campo”. ‑ “

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