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La formazione dei preti

Patrizio Fabbri dal n. 25 del 26 giugno 2011


A Gavinana, nella casa della Madonnina del Grappa, si sono riuniti per tre giorni i presbiteri dell’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, guidati dal loro presidente don Corso Guicciardini, per il tradizionale incontro annuale di verifica sulle attivita dell’Opera e per vivere insieme momenti di formazione e di fraternita sacerdotale. Il gruppo di preti ha avuto come filo conduttore il tema: Un prete non puo spendere meglio la sua vita che per formare buoni preti alla chiesa guna frase del beato Antonio Chevrier un prete francese che nella seconda meta dellfottocento ha speso la sua vita in un quartiere di Lione in mezzo ai gpoveri, ai peccatori e agli ignorantih per formare dei preti poveri che annunciassero Gesu Cristo attraverso la sapienza che viene dai libri della mangiatoia, della croce e del tabernacolo. Nostro Signore Gesu Cristo, scrive Chevrier, durante i tre anni che ha passato con gli apostoli per formarli alla vita evangelica e apostolica, non ha mai cercato di dar loro delle forme esteriori, con un regolamento e una disciplina; Gesu con gli apostoli viveva secondo le circostanze, come poteva ma si interessava costantemente della loro trasformazione interiore. Li istruiva senza posa, li richiamava ad ogni istante, li impegnava in tutto, li formava a tutto. gIstruire, riprendere, portare allfazione, far agire, ecco il grande metodo per formare le persone e dare loro la vita interiore. Ma come coltivare questa vita interiore ? Ef stata questa la domanda su cui i preti della Madonnina hanno cercato di confrontarsi durante i lavori di questi tre giorni a Gavinana. Una possibile risposta la troviamo nella conoscenza del santo Vangelo e nella fedelta alla preghiera. San Cipriano nel suo trattato sul Padre Nostro ci ricorda che gnoi chiediamo e imploriamo che santificati dal battesimo perseveriamo in cio che abbiamo incominciato ad essereh pertanto gchiediamogli giorno e notte di custodire in noi quella santita e quella vita che viene dalla sua graziah. Custodire in noi la santita che viene dalla grazia del sacramento dellfordine e dallfesercizio del nostro ministero di pastori diventa pertanto fondamentale per non rischiare di cadere nella presunzione che lfapostolo Paolo intravede nel comportamento dei giudei: gsei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, educatore degli ignoranti. Come mai tu che insegni agli altri non insegni a te stesso? (Rm 2,17.23). Questo versetto della Lettera ai Romani e altri passi della Scrittura insieme alla vita della povera gente hanno formato come un crogiuolo dove la vita e la Parola a lungo meditati si sono illuminati a vicenda, aiutando cosi il confronto e la verifica di questo gruppo di preti. La predicazione del Vangelo agli ultimi e ai lontani e stato un punto cardine di questo incontro che ha trovato negli scritti del fondatore del Prado un ulteriore conferma per continuare la formazione e la crescita. gSi, cerchiamo di essere sempre i poveri di Dio, restiamo sempre poveri, lavoriamo con i poveri, la poverta e la semplicita siano sempre il carattere distintivo della nostra vita ed allora avremo la benedizione di Dio e del Padre nostro. Come fa bene lavorare con i poveri, si sente che essi sono gli amici di Dio e che non lavoriamo invano con le loro anime. Amate molto i poveri dunque, i piccoli; non cercate di diventare grandi e di diventare importanti, ma cercate di farvi piccoli e di abbassarvi al punto da essere alla pari dei poveri, per essere con loro, vivere con loro, morire con loro. Non abbiamo paura dei rimproveri che i Giudei rivolgevano a Nostro Signore: il vostro Maestro e sempre con i poveri, con i pubblicani e con la gente malfamata; e un rimprovero che deve onorarci invece di umiliarci; nostro Signore e venuto a cercare i poveri: Misit me evangelizare pauperibus (lettera scritta da Antonio Chevrier ai seminaristi ricevuti da Papa Pio IX nel 1876â. Lfaffermazione di Paolo VI: áII mondo ha bisogno di testimoni, piu che di maestriâ la ritroviamo attuale nel nostro contesto sociale ma lo stesso Chevrier aveva intuito lo stretto legame che unisce la testimonianza con ogni ruolo e compito educativo: gOggi piu che mai, bisogna essere poveri per lottare contro il mondo, contro i piaceri terreni, il lusso e il benessere che ha un incremento prodigioso ovunque. Il prete non deve seguire il mondo, deve camminare davanti a lui ed essere il suo maestro per formarlo e guidarlo. Se il prete fa come tutti, come potra guidarli ed istruirli? Non usiamo il nostro spirito ed il nostro tempo per occupar[ci] di cio che e secondario, tralasciando cio che e principale. A che servono tante candele e luci se il prete non e la vera luce dei fedeli? A che servono quelle ricchezze di ornamenti e l 10 giugno, presso la parrocchia di San Vitale.San Benedetto si e tenuto un incontro sul tema gCulti abusanti e manipolazione mentaleh. Relatrice Patrizia Santovecchi, criminologa, esperta in abusi psicologici, che ha parlato sulle dinamiche interne ai nuovi movimenti settari, sulla coercizione psicologica, e quindi sulla pericolosita di un fenomeno sempre piu in espansione in tutto il territorio nazionale e che coinvolge persone di tutte le eta e di tutti i ceti sociali. Ad oggi, sulla base del gruppo di ricerca ed informazione socio-religiosa la stima dei gruppi che praticano culti sedicenti nel nostro paese e di circa 1200 unita. Appare evidente come allora sia necessario monitorare il fenomeno per dare una risposta a quello che si delinea come un vero e proprio disagio della nostra societa. Una risposta che contempli primariamente lfaspetto preventivo ed una migliore applicazione della legge, considerate le sofferenze cui vanno incontro Parrocchia di San Vitale e San Benedetto Culti distruttivi e manipolazione mentale i non solo le persone vittime della manipolazione mentale ma anche i familiari che vivono con angoscia ed impotenza questa situazione. Come tutti i sistemi anche il sistema del controllo mentale operato dai culti distruttivi ha i suoi meccanismi di azione e i suoi metodi procedurali diventando sempre piu scientifico, potendosi avvalere dei molteplici studi condotti sul potenziale umano. Ad esempio la possibilita di predisporre lfascoltatore in un determinato modo in cui e piu facile la persuasione che si realizza quando questi e condotto dal discorso a provare unfemozione. Non viene trascurato il cosiddetto gIove bombingh, il bombardamento dfamore, in cui la potenziale vittima e circondata da cure attenzioni, affetto, vicinanza emotiva alle sue sofferenze. Questfatmosfera cosi calorosa e cordiale affascina e lfadepto e pronto a difenderla. Si viene cosi a stabilire un legame di tipo empatico volto ad entrare nelle problematiche della persona, con la quale si entra in sintonia allo scopo di metterla a suo agio e di predisporla alla ricezione del messaggio. Ha cosi inizio, inconsapevolmente, la destrutturazione dellfindividuo fino a cambiare la sua identita originale, identita che sappiamo dipendere da molti fattori: il luogo in cui nasciamo,il fatto di essere italiani, la nostra famiglia di origine, la scuola che abbiamo frequentato, le nostre amicizie. Tutto cio contribuisce a plasmare la nostra identita, a fare di noi cio che siamo. Ef la struttura valoriale della nostra persona. Tutto questo viene annientato da un progetto subdolo, costruito a tavolino, volto a far perdere allfadepto la sua volonta individuale, ad impedirgli di instaurare amicizie al di fuori dei gruppo, a separalo dagli affetti familiari, dagli amici e in genere dalla societa. E questo avviene soprattutto nei momenti di maggiore debolezza o vulnerabilita psicologica della persona. Circondato dallfaffetto interessato lfadepto viene indottrinato, si sente in una vera famiglia, dove ha certamente un posto importante, da protagonista, pronto ad iniziare una vita nuova nellfunico e vero popolo che possiede la chiave della felicita. La vita e ormai scandita dalle regole del culto. Non cfe tempo per altro. Ogni spazio di liberta e dedicato al culto. Il reclutato, in cui e avvenuta ormai la discrepanza tra la realta e la percezione che lui ha di tale realta, e diventato a sua volta un replicante, pronto a continuare lfopera di replicazione. Il reclutatore ha raggiunto cosi il suo obiettivo, ha fatto breccia nel cuore e nella mente del reclutato attraverso la capacita di catturare il desiderio umano, quello del diritto alla felicita, o attraverso il bisogno, come mancanza di qualcosa che quel bisogno ti spinge ad avere, o attraverso la paura, che e uno dei meccanismi psicologici maggiormente utilizzati dalle leadership dei culti distruttivi. Ef vero che non tutti i gruppi denominati culti devono essere considerati distruttivi ma solo quelli, che con metodi ingannevoli, praticano la manipolazione mentale, da cui deriva la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario), della famiglia, della societa, con lo scopo di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare ad una quegli splendori esteriori se il prete non e rivestito di carita e di umilta. La ricchezza di Dio, la grandezza di Dio e dunque nella santita del prete e non negli ornamenti o ricchezze esteriori dei nostri templi.h. (tratto da gIl vero discepoloh, lfopera piu importante scritta da Chevrier). gSi istruiscono le anime con la parola, ma si salvano con la sofferenzah diceva Antonio Chevrier durante gli ultimi giorni della malattia che lo porto alla morte. La sofferenza, la croce, le umiliazioni e il rifiuto ricevuti a causa della predicazione del vangelo, la poverta, diventano il tesoro nascosto dove il prete attinge per educare, correggere, edificare, consolare.. Alcuni laici volontari che gestiscono le due case della Madonnina del Grappa, quella di Gavinana e di Mammiano, hanno partecipato allfincontro portando il loro contributo e la loro preziosa collaborazione. Il loro lavoro volontario, da tre anni ad oggi, ha portato a rendere le due case della Madonnina, situate nella montagna pistoiese, sempre piu ospitali e accoglienti permettendo a tanti gruppi parrocchiali delle diocesi di Pistoia e Firenze, di poter vivere in quelle case giornate di formazione, ritiro, campi scuola per giovani, ragazzi e famiglie. A conclusione di questo incontro e stato rilevato che il prete ha bisogno di formarsi, che il Vangelo e i poveri sono la scuola dove il presbitero deve ritornare sempre piu spesso e che il tempo dedicato alla formazione dei preti e paragonabile a quello spreco di profumo che si verifico a Betania nella casa di Marta, Maria e Lazzaro, 6 giorni prima della Pasqua. Spendere la vita per formare dei buoni preti alla chiesa significa riempire tutta la casa dellfaroma di quel profumo.

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