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Il passo dei giovani LA MARCIA PER LA PACE

Perugia-Assisi: dieci proposte per “un obiettivo comune”

Dai bambini ai “giovani del 1961”, un lungo corteo si è snodato il 25 settembre da Perugia ad Assisi per la 19ª edizione della Marcia della pace. Classi scolastiche dal nord al sud con i rispettivi insegnanti, gruppi dell’associazionismo laico e cattolico, rappresentanti degli enti locali hanno camminato verso la città di san Francesco “per la pace e la fratellanza dei popoli”. Una data significativa, questa, perché cade a 50 anni dalla prima marcia, voluta da Aldo Capitini nel 1961 proprio con il medesimo slogan. Un “significativo traguardo”, ha scritto in un telegramma alla Tavola della pace il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “I tanti ragazzi –appartenenti a diverse nazionalità, culture e religioni– che hanno aderito alla marcia e agli appuntamenti a essa correlati confermano la profonda aspirazione delle giovani generazioni a costruire un futuro fondato su principi di libertà, tolleranza e giustizia sociale in grado di garantire la pacifica coesistenza tra i popoli”. Il Meeting dei giovani E proprio i cinquant’anni della marcia sono stati celebrati con un Meeting “1.000 giovani per la pace”, venerdì e sabato a Bastia Umbra, arricchito dal “prezioso contributo dei ragazzi provenienti dai Paesi arabi della sponda Sud del Mediterraneo attraversati, negli ultimi mesi, da vasti sommovimenti”, prosegue il messaggio di Napolitano, che ha rivolto loro “un sentito benvenuto”, auspicando “che le loro legittime aspettative di libertà, di legalità e democrazia si realizzino pienamente, senza ulteriori sacrifici di vite umane”. E proprio “grazie a questi giovani – ha precisato il coordinatore della Tavola della pace, Flavio Lotti, facendo un bilancio dell’iniziativa – siamo riusciti a mantenere il nostro sguardo alto e aperto su ciò che accade al di fuori del nostro Paese”. Due giorni di “laboratori, lezioni, seminari e idee” per realizzare “un grande spazio d’incontro, confronto e progettazione attorno a tre parole chiave: pace, lavoro e futuro”. “Il Meeting e la Marcia – ha sottolineato Lotti – vogliono essere una risposta concreta a quel degrado morale, politico e sociale che stiamo vivendo, costruendo qualcosa di nuovo, una pagina nuova di storia in cui l’Italia, a partire proprio dai giovani, si riconcilia con il resto del mondo”. Una bandiera, un trattore, una barca All’apertura della marcia, ieri nei Giardini del Frontone, a Perugia, tre i “segni” posti dinanzi ai partecipanti. Dapprima un passaggio di testimone della bandiera della pace usata da Capitini nella prima marcia “dai giovani del 1961 ai giovani di oggi”. Poi un trattore con un mappamondo – a ricordo di quello dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi-fascisti nel 1943 – “simbolo di speranza in un futuro in cui l’agricoltura potrà sorreggere il mondo”. Infine una barca, “una di quelle con cui tante persone hanno cercato di raggiungere le nostre coste perdendo la vita nel Mediterraneo”, monito “per ricordare e denunciare tutto quello che non si è fatto per impedire che questa tragedia potesse accadere”. Dieci “impegni concreti”. Giunta alla Rocca di Assisi – mentre un migliaio di bambini davanti al Sacro convento animavano fin dalla mattina una “piazza per la pace” loro dedicata – la marcia si è conclusa con una “mozione finale”, come fece Aldo Capitini nel 1961, contenente “impegni concreti – ha spiegato Lotti – che vogliamo proporre a tutti di assumere e portare avanti”. Perugia-Assisi: dieci proposte per “un obiettivo comune”

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