Eventi

Pentecoste

Aldilà della modalità narrativa usata dagli evangelisti, nell’esperienza dei discepoli di Cristo l’evento della Pentecoste fu sicuramente qualcosa di dirompente. Lo possiamo constatare dall’inaspettato e di per sè incomprensibile espandersi della comunità apostolica, avvenuta attraverso la testimonianza e la predicazione di uomini che fino a poco tempo prima non avevano certo dato buona prova di sè. Fuggiti via al momento della cattura di Gesù e della sua crocifssione, li ritroviamo improvvisamente estroversi, lanciati fuori dal chiuso del cenacolo, “in uscita”, diremmo noi oggi con Papa Francesco. Qualcosa certamente di inspiegabile se misurato con le corte possibilità di quegli uomini.
Come già gli apostoli e i discepoli del Signore, anche noi chiesa di Pistoia, con la festa di Pentecoste riceviamo nuovamente e con abbondanza il dono dello Spirito. In questi anni stiamo imparando a camminare insieme. Con fatica e lentezze; tra tentennamenti e difficoltà; ma anche con la certezza che lo Spirito Santo ci sta comunque guidando, perché ci siamo affidati a Lui e abbiamo espresso la volontà di lasciarci guidare da Lui, sospinti dalla suo soffio vitale. Sulle ali dello Spirito, ci siamo messi insieme alla scoperta di un Dio che è Padre misericordioso, per imparare a servire da poveri i poveri e dar vita a comunità parrocchiali davvero fraterne e missionarie.
Siamo partiti due anni fa ponendoci in ascolto del Signore e l’uno dell’altro. Lo abbiamo fatto in modo sinodale. È ben giusto che di nuovo, sinodalmente, a Pentecoste, rappresentanti di tutte le parrocchie, associazioni e movimenti, presbiteri, diaconi, religiose e religiosi, invochiamo ancora una volta il dono dello Spirito, testimoniando il suo passaggio nella nostra vita e verificando il cammino compiuto. Rinfranchiamo così il passo, perché sia più spedito lungo le strade dove fratelli e sorelle feriti nel corpo e nello spirito attendono il Vangelo della speranza, e nella storia si anticipino quei segni del Regno che ci sarà donato in pienezza alla fine dei tempi.
Perchè se ci sono due cose in particolare che lo Spirito Santo realizza, queste sono senz’altro il miracolo dell’unità nella diversità e il rinnovamento della faccia della terra. È opera dello Spirito che genti diverse, persone e popoli differenti possano trovare armonia articolata e complessa ma vera. Lo Spirito Santo crea comunione; le diversità di ciascuno non sono umiliate e negate, bensì valorizzate e accolte, allacciate in solidi legami di fraternità, fino al compiersi del miracolo della unità molteplice. La chiesa del resto, che prima di essere di uomini è opera dello Spirito, si manifesta esattamente così: popolo variegato nei doni, nei carismi e nei ministeri; unita però in un solo corpo, quello di Cristo. Questo miracolo è ben sotto i nostri occhi quando vediamo oggi una colorata pluralità di uomini, razze, culture e popoli far parte a pieno diritto della chiesa, in un modo che nemmeno gli apostoli avrebbero mai immaginato. Ad esso si contrappone soltanto l’ostinato individualismo di alcuni, la pretesa solipsistica di pensare di poter fare da sè e la caparbia volontà della ricerca dell’interesse proprio. Nella chiesa come nel mondo. Si, perchè – ed ecco la seconda cosa che dobbiamo dire dello Spirito – Egli è dentro la storia, la anima, la rinnova, ispirando nel cuore delle persone il bene operare per l’utilità comune. Nonostante ogni vento contrario, lo Spirito sospinge la creazione verso il suo compimento e suscita ogni pensiero e gesto d’amore, ogni anelito di giustizia, ogni speranza di un mondo migliore, ogni conoscenza che si volge alla pace, ogni ricerca scientifica che sia per il bene dell’umanità. Egli ispira gli artisti col fascino della bellezza; muove alla generosità chi si dona alla causa degli altri; sostiene la testimonianza degli operatori di pace, dando forza a coloro che offrono letteralmente la vita per un mondo migliore. Così lo Spirito Santo rinnova la faccia della terra e prepara cieli e terre nuove in cui abita la giustizia. Chi si fa guidare da Lui e si lascia sospingere da questa brezza leggera che parla di pace e d’amore, diventa, dentro la chiesa o anche oltre i suoi confini visibili, un vero costruttore di umanità che nessun ostacolo può veramente fermare.
† Mons. Fausto Tardelli
Vescovo di Pistoia

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