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Per la politica un supplemento d’anima

Nei giorni che precedono le elezioni, in particolare quelle di carattere nazionale, la politica sembra ritrovare se stessa, entra anzi in stato di agitazione, non di rado perfino di confusione. Gli elettori frattanto non sembrano scomporsi molto, anzi i più guardano lo spettacolo con vero disinteresse e con qualche venatura di disgusto, pronti a ripagare certi comportamenti col disinteresse e l’astensione. Per quanto riguarda la partecipazione al voto che sta sullo sfondo, le previsioni sono semplicemente catastrofiche. Le alte percentuali che si sono registrate per molti anni col ritorno alla democrazia, sono ormai un lontano e malinconico ricordo. Non soltanto da noi, la politica, anche nei momenti più solenni, non riesce a scuotere minimamente l’attenzione di gran parte degli elettori. Non si dirà che si tratta di una scelta responsabile e intelligente, ma è così. Per la verità i politici sia esperti e navigati che di primo pelo, nemmeno in momenti importanti come questi, fanno qualcosa per superare tale stato di stanchezza e di rifiuto. Anzi, fatte poche, pochissime eccezioni, si agisce come se si volesse volontariamente e pervicacemente continuare a fare come sempre. Come si spiega altrimenti il fatto di considerare gli elettori come dei bambini non ancora sviluppati, capaci di accettare tutto, anche le promesse più mirabolanti e più impossibili a realizzarsi?
Fermiamoci un momento qui. I giornali stanno parlando di duecento miliardi di promesse elettorali, solo da una parte. La politica sembra ridursi quasi del tutto a una questione di soldi, promessi, fra l’altro, dimenticando o facendo finta di dimenticare, che tutte le spese dello stato devono trovare obbligatoriamente un copertura corrispondente. Questo piccolo particolare è normalmente dimenticato, come si trattasse di una questione di minima o nessuna importanza. Chi riflette un po’ seriamente sulla vera natura della politica rifugge istintivamente da impostazioni del genere, che rivelano un vizio di base a cui dà vita la pochezza dei fondatori e la mancanza più o meno totale di idee, di orientamenti, di finalità di ampio respiro. Partiti senza storia, senza fondamenti, senza ideali, dettati al massimo dalla volontà di eliminare alla meglio certi inconvenienti di oggi, che quindi domani spariranno e che possono cambiare tranquillamente indirizzo nel cammino inglorioso della loro breve esistenza. Così il sindaco rimane fondamentalmente colui che deve riempire le buche delle strade e il governo ideale è quello che fa pagare meno tasse. Una politica svuotata della sua anima, alla resa dei conti, svuotata di se stessa, praticabile senza nessuna preparazione né prossima né remota. Ma quale uomo si vuole? Quale società? In parole più grosse, quale antropologia sta sotto e anima la tua proposta politica? La politica a una sola dimensione, come l’uomo di Marcuse al tempo della rivoluzione del sessantotto.
Il fatto più grave, almeno per chi scrive, è che anche i cristiani si comportino in questa maniera, si accontentino di fare come gli altri sia che si impegnino nella politica attiva, o rimangano nella massa di coloro che si limitano soltanto a guardare. Essi hanno una tradizione, una storia, una ispirazione che nasce dalla rivelazione e percorre tutta quanta la loro storia, fino ai nostri giorni. Un insegnamento sociale che è stato sempre aggiornato nel variare dei tempi e delle situazioni, che scende direttamente dalle più profonde convinzioni e che ha trovato nel passato anche più recente meravigliosi interpreti e realizzatori. È strano, è ingiustificato il fatto che tutto questo sia avvenuto proprio nel tempo in cui se ne avvertiva il più grande bisogno. Così di questa situazione fallimentare siamo responsabili anche noi. Questo ritorno in sacrestia, questo silenzio deleterio e colpevole, questa pigrizia pastorale non hanno nessuna giustificazione. Forse si vuole in tal modo onorare la dimensione spirituale e trascendente del cristianesimo. Ma in tal modo la religione dell’incarnazione è mutilata nel suo stesso corpo, privata della sua concretezza, ridotta ad una astrattezza che non ha niente a che fare col Vangelo e il comportamento di Gesù. È la virtù fondamentale della carità messa in disparte e dimenticata, perché la politica è carità, amore, servizio, mano tesa verso tutti, in particolare verso coloro che non hanno voce e sono abbandonati ai margini della società dagli egoismi degli uomini, per di più manocondotti da ideologie malsane e inaccettabili, tuttora vigenti.
Se si vagliano bene i programmi dei vari partiti e delle diverse coalizioni, non è difficile reperire al loro interno la presenza quasi generalizzata dei principi del neo-liberismo egoistico e del secolarismo chiuso ai valori dello spirito e della trascendenza. L’oggetto della politica è l’uomo nella sua completezza: tutto l’uomo e tutti gli uomini. Che almeno in questo tempo si riprenda in mano questo insegnamento sociale della chiesa. Da una parte, il mondo ne ha assoluto bisogno; dall’altra, non si dimentichi che esso è parte integrante ed essenziale della nostra evangelizzazione.
Giordano Frosini

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