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Una corruzione dilagante

Basta aprire un giornale la mattina, basta leggere ogni giorno il sommario esposto in bella vista nelle tante edicole della città, per capire che la corruzione ha raggiunto limiti insopportabili, che la società in tutti i suoi settori, anche quelli più insospettati, è profondamente e gravemente ammalata e che è improcrastinabile un’azione di pulizia morale non solo da parte degli organismi statali, anch’essi tutt’altro che indenni dalla crisi generale, ma anche di tutte le forze sane del paese. Se uno vuole, può riprendere in mano certe descrizioni di particolari momenti del passato, quelle di san Paolo nella lettera ai Romani per esempio, e con sorpresa si accorgerà che l’intero elenco è ancora di piena attualità, che anzi è necessario aggiungere altre voci per completare il quadro, perché la tecnica moderna ha prodotto nuove possibilità di crimine, che le società passate non potevano nemmeno prevedere. E tutto non è registrato né registrabile: i piccoli sotterfugi, gli inganni segreti, le invisibili infrazioni, il diffuso e comune arrangiarsi nelle situazioni più varie della vita, i furti che nessuno mai conoscerà, le nascoste infedeltà, le disinvolte e insospettate furbizie che sfuggono ai controlli anche più accurati, le maldicenze, le calunnie, le detrazioni che feriscono e uccidono, trucchi micidiali, “fake news” a sfare, e chi più ne ha più ne metta. Poi c’è il capitolo delle grandi infrazioni, del delitto, dei grandi furti, delle patenti ingiustizie, dei torti continuati fatti a coloro che non hanno la possibilità di difendersi… L’aria sta diventando veramente irrespirabile, la società barcolla sotto un peso ormai insopportabile, l’immoralità piccola e grande la fa da padrona e impedisce anche la buona riuscita di leggi per sé giuste e provvidenziali. La politica poi sembra diventata il luogo dove il disordine, l’arroganza, l’inganno, la furbizia, la slealtà, l’offesa volgare, hanno trovato la loro stabile e indisturbata dimora. Senza parlare dei politici condannati che aspirano ancora a dirigere il paese e non soltanto in posti di secondaria importanza.
Esagerazioni? Saremmo contenti di essere smentiti, ma purtroppo c’è da pensare che non sia tanto facile. Il problema è sapere cosa fare in circostanze così drammaticamente gravi. Certo, si stanno scontando gli errori del passato lontano e recente. La ricerca di una libertà senza limiti e senza remore, la volontà sfrenata di dominio e di successo, l’insaziabile fame di denaro, la derisione del senso morale come se ormai fosse un ferrovecchio inutilizzabile, diciamolo pure con franchezza: la negazione e il rifiuto di Dio, sono riusciti a cambiare radicalmente il volto dell’uomo e della società in questi ultimi anni. Avevano ragione i profeti pessimisti del passato: il nichilismo ormai si aggira da padrone in lungo e largo nel nostro mondo. Le prime vittime, perché le più esposte e le più indifese (la prima “generazione incredula”, come è stato detto), sono i giovani, che ormai costituiscono un capitolo a parte, per il quale nessuno sembra avere idee chiare e parole sufficienti. Ma nessuno può ignorare più le tentazioni a cui sono esposti e da cui in gran parte sono già raggiunti e contaminati. Eppure a loro appartiene di diritto il futuro, anche quello di domani.
Sulla negazione di Dio vorremmo essere più chiari. Di per sé, si può pensare che anche senza Dio sia possibile mantenere un comportamento morale degno di questo nome, semplicemente perché, in mancanza di Dio, rimane l’uomo come fonte immediata di ragionevolezza e di moralità; ma l’uomo inteso in tutta la sua ricchezza e complessità. Il fatto è che, come è stato detto felicemente da persone non sospette, con Dio è morto anche l’uomo. Aveva torto Dostoevskij quando affermava: “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. Ma nessuno può negare che di fatto è avvenuto così, almeno su scala generale. Una verità, dunque, non di principio, ma di fatto.
Un quadro quasi disperato, quello che si presenta ai nostri occhi. Gli impegni e le preoccupazioni elettorali sono un momento di sospensione e di decisioni immediate. E per questo bisognerà contentarsi delle soluzioni meno peggiori. Ma poi tutti gli uomini di buona volontà, in particolare i cristiani e coloro che ancora credono in Dio dovranno arricciarsi le maniche e passare all’azione di risanamento, mai così necessaria e urgente. C’è un mondo da rifondare, quasi da rovesciare. Le responsabilità del passato e anche quelle del futuro sono comuni a tutti. Una parabola evangelica ci ricorda che tutto questo è avvenuto perché “il nemico” ci ha colto nel sonno e ha seminato zizzania là dove doveva nascere soltanto grano.
L’ennesimo invito alla chiesa e alle chiese a collegarsi strettamente fra loro e a riprendere senza stancarsi il loro cammino. Ricordando che Dio è con noi e che lo Spirito Santo è la grande forza amica a nostra disposizione. A queste condizioni, il miracolo è ancora possibile, perché quello che è impossibile all’uomo diventa possibile con l’aiuto di Dio. Più che le parole avranno valore la testimonianza e l’esempio. Ancora una volta alla chiesa è chiesto di essere visibilmente l’inizio di quel Regno che è il mondo rinnovato dalla luce e dalla grazia di Dio.
Giordano Frosini

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