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La vera storia di Gesù

Il secondo punto di una moderna apologia o difesa del cristianesimo è la persona di Gesù di Nazaret, cominciando dalla sua figura storica, come ci risulta dai documenti del tempo in cui egli visse e operò nella sua terra di origine, la Palestina. Un vita breve, ma intensa, trascorsa quasi del tutto nella bottega di suo padre che faceva di mestiere il carpentiere e solo per pochi mesi nei viaggi missionari terminati il 7 aprile dell’anno 30, quando aveva l’età di circa 36 anni, con il suo processo dinanzi al tribunale romano presieduto da Ponzio Pilato e la sua condanna a morte per crocifissione. In lui la fede cristiana riconosce il Figlio di Dio fattosi uomo per la nostra salvezza e divinizzazione, ma oggi egli è contestato e discusso soprattutto nella sua dimensione storica, a cui siamo richiamati dagli stessi documenti ufficiali della chiesa. Una storia da ricostruire con criteri severi e moderni, di cui ogni cristiano serio deve divenire capace.
Gli Orientamenti fondamentali della Catechesi della Conferenza Episcopale Italiana contengono una frase preziosa che dovrebbe guidare lo studio e l’insegnamento della persona del fondatore del cristianesimo per noi lontana nel tempo di circa 2000 anni, secondo la quale si devono oggi mettere in luce “particolarmente i lineamenti della personalità di Gesù Cristo che meglio lo rivelano all’uomo del nostro tempo: la sua squisita attenzione alla sofferenza umana, la povertà della sua vita, il suo amore per i poveri, i malati, i peccatori, la sua capacità di scrutare i cuori, la sua lotta contro la doppiezza farisaica, il suo fascino di capo e di amico, la potenza capovolgitrice del suo messaggio, la sua professione di pace e di servizio, la sua obbedienza alla volontà del Padre, il carattere profondamente spirituale della sua religiosità” (n. 60). Una persona del tutto eccezionale, come normalmente tutti riconoscono. Un famoso teologo brasiliano, Leonardo Boff, conclude il quadro affermando: “Umano così non poteva essere che Dio”.
Nel IV secolo, al tempo dei primi grandi concili ecumenici, ci raccontano gli storici che perfino sui mercati si discuteva della divinità di Cristo e della Trinità di Dio. Oggi chi segue con una certa attenzione i mezzi di comunicazione sociale (compresa la televisione con l’ineffabile educatissimo Corrado Augias) e certi scritti è coinvolto in una discussione storica di cui il cristiano (ogni cristiano) dovrebbe possedere i dati essenziali che lo rendano padrone della materia. Una difesa della ragione prima che della fede, come se Gesù fosse un personaggio qualsiasi della storia umana.
Non mancano le fonti non cristiane, specialmente ebraiche e romane, ma sono importanti soprattutto gli scritti cristiani, in particolare i quattro vangeli che tutti i cristiani più o meno conoscono. Più o meno, ma oggi che la discussione si fa più serrata, specialmente chi ha la mansione dell’insegnamento (primi fra tutti i genitori), è necessario che si approfondiscano le proprie conoscenze in modo di diventare in qualche modo degli specialisti in una materia così importante. Si conosce la vera storia dei vangeli, come sono nati e come sono arrivati fino a noi? Siamo convinti che essi sono certamente parola Dio, ma in parte anche parola di uomo e, quindi, possono per questo contenere errori, divergenze, contraddizioni? Si riconosce che essi sono stati scritti decine di anni dopo la risurrezione e non di rado le notizie storiche vengono arricchite dalla fede post-pasquale nella divinità di Cristo? Ancora: si è convinti che le espressioni, i modi di presentare le questioni possono variare a seconda delle intenzioni degli autori e del tempo radicalmente cambiato in un tratto così lungo di storia?
Criteri elementari che si dovrebbero conoscere e applicare almeno con l’aiuto di qualche buon commento. Oggi la discussione, anche nelle sedi meno appropriate, come certe riviste superficiali e divulgative è portata sulle parole e non ci si può più contentare di conoscenze o di risposte generiche. Per difendere la propria fede il cristiano dev’essere pronto a qualsiasi sacrificio. Siamo convinti della storicità sia dei dati tecnici sia degli elementi descrittivi della personalità grandissima di Gesù (si ricordi l’ammirazione di Gandhi e di tanti altri sia del passato che del presente), ma tutti oggi, specialmente i giovani, esigono idee chiare e precise. La fede verrà dopo, ma intanto si sono posti i fondamenti perché essa non sia campata in aria, ma trovi le sue solide basi sulle severe richieste della ragione. Il cristianesimo è anche la religione di Dante, di Galileo, di Manzoni, di moltissimi geni dell’umanità.
Per finire, un’indicazione dei temi che hanno bisogno di particolare attenzione nella lettura dei vangeli: i racconti dell’infanzia, i miracoli, la risurrezione, la redenzione. Auguri ai lettori di buona volontà.
Giordano Frosini

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