Riprendiamo da Toscana Oggi del 22/5/2016 una intervista di Mauro Banchini al Vescovo Fausto Tardelli in occasione dei Dialoghi sull’uomo 2016. Il Festival dedicato all’antropologia, ormai arrivato alla settima edizione, si svolgerà a Pistoia tra il 27 e il 29 maggio p.v. ed avrà per tema “L’umanità in gioco. Società culture e giochi”. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. 

Gioco è allegria, gioia, divertimento. Ma i cristiani danno spesso l’impressione di essere tristi. E’ davvero così?
Beh, qualche volta direi proprio di si! Spesso purtroppo la vita cristiana è concepita e vissuta come una serie di doveri e divieti, quando invece è esperienza di amore che riempie il cuore e la mente, consapevolezza di essere infinitamente amati e quindi gioia e allegria.

Lei da bambino giocava? A cosa? E oggi le capita di giocare?
Eccome se giocavo da bambino! Molto direi. Mi piaceva assolutamente più divertirmi e star fuori a giocare che fare i compiti e aiutare in casa. Quanti rimbrotti – anche “fisici” – ho preso dal babbo e dalla mamma per questo! Ma non cambiavo. Mi piaceva molto giocare con gli amici. Ci organizzavamo insieme. Si anticipavano i moderni giochi di ruolo. Ma poi, quanto tempo passato a giocare anche soltanto a “palline” o a “buchetta”! Se gioco oggi? Non è una battuta tanto per dire: a fare quello che faccio mi diverto, veramente. E’ fatica tante volte, altre volte strazio e pianto, ma mi fa piacere fare quello che faccio… Magari, una bella partita a carte non la disdegno…

La Chiesa è molto attenta ai rischi dell’azzardo. Ci sono, a Pistoia, progetti specifici in vista?
Qui il discorso è molto serio e bisogna fare qualcosa. Occorre mobilitarsi. Anche a Pistoia ci dobbiamo muovere. Perché il gioco d’azzardo è assolutamente inaccettabile. Rovina la gente. Crea dipendenza, realizza un illecito guadagno. Dovrebbe essere bandito dalla società civile o comunque regolamentato in modo molto severo. Dobbiamo sostenere la campagna contro le slot machine ed essere vicini a quegli esercizi commerciali che le rifiutano. Ed è uno scandalo che siano presenti in circoli sedicenti cattolici oppure anche politici o culturali. E la cosa incredibile è che, in un modo o nell’altro, lo Stato ci lucri sopra e che ne permetta la pubblicità.

Regole, disciplina, onore: requisiti per ogni gioco, ma parole oggi abbastanza fuori moda …
A giocare scorretti che divertimento c’è? Purtroppo siamo tutti malati di arrivismo. Bisogna per forza fare il risultato, vincere ad ogni costo e a qualsiasi prezzo. Bisogna gonfiare il nostro ego e chi non vince è un fesso, un buono a nulla. Confesso che fin da piccolo ho sempre sentito una profonda riluttanza ad accettare che nel gioco bisognasse farsi furbi, simulare, dare colpi sleali pur che non ci se faccia accorgere, dire il falso anche quando hai torto marcio e così via… Son convinto però che certe parole così poco di moda sono invece molto, molto importanti.

Gesù avrà mai giocato? E nei Vangeli c’è spazio per il gioco?
Son sicuro che Gesù abbia giocato. Sennò che sarebbe nato a fare piccolino crescendo come tutti? L’incarnazione vuol dire prendere tutto l’umano fuorchè il peccato. Quindi non ho dubbi che abbia giocato e scherzato. Non so se abbia giocato a nascondino o a strega impalata, questo no. Ma che si sia divertito certo che si. Del resto, il primo “segno” fatto da Gesù, importantissimo segno secondo il vangelo di Giovanni, è l’allegria delle nozze di Cana a cui Gesù partecipò con alcuni dei suoi e, guarda caso, fece un miracolo del tutto inutile potremmo dire, solo per far stare allegri i commensali! E a un banchetto di nozze si ride e si scherza, da sempre.

Una curiosità per molti, visto il suo cognome e il suo luogo di origine. Ma fra lei e il grande Marco c’è … parentela?
Non c’è parentela, che io sappia. Però una cosa è sicura: proveniamo dalla stessa circoscritta zona della Garfagnana. Una zona ben delimitata tra Castenuovo e Arni. I Tardelli, è certo, vengono tutti da quei luoghi. Così è per il grande Marco Tardelli, così è per me

Trova giusto che qualche sportivo (in particolare calciatori) guadagnino cifre spropositate e sproporzionate?
Assolutamente no! Lo trovo anzi profondamente ingiusto e diseducativo. Uno schiaffo in faccia alle persone che non riescono arrivare in fondo al mese o, peggio, fanno la fame. E’ un sistema totalmente sbagliato e mi meraviglio come nessuno sollevi seriamente il problema. Chi ci fa divertire, se poi lo fa per professione, è giusto che riceva un compenso anche buono. Ma non quello che oggi è la prassi. Cosa che tra l’altro fa che il far soldi sia comporta che l’obiettivo vero delle società che poi finiscono per rischiare grosso.

Lei guarda giochi e quiz in tv?
Devo dirle la verità? Non mi piacciono per niente. Mi annoiano mortalmente.

A proposito dei “Dialoghi” cosa pensa il vescovo di Pistoia?

Ritengo che i dialoghi sull’uomo siano una bellissima iniziativa che è scaturita da una intelligente intuizione. Qualcosa che da anche un meritatissimo rilievo alla città di Pistoia. Mi piacerebbe che dialogando sull’uomo si tenesse presente anche Dio e in particolare il Dio di Gesù Cristo che, di dialoghi sull’uomo e con l’uomo direi che se ne intende.

Parteciperà?

Come l’anno scorso, invitato ufficialmente con un gesto che apprezzo molto, penso di essere presente alla conferenza d’inizio. Mi sarebbe piaciuto essere anche all’incontro dove ci sono ben due Tardelli, ma sono in giro per Cresime e quindi non potrò.