Tempo di riflettere sul cambiamento climatico

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In questi giorni il maltempo ha devastato diversi nostri paesi. La marea di acqua e fango ha invaso strade e case. Dicono che tanta pioggia in così poco tempo non si era mai vista, anche se problemi di inondazioni ce ne sono stati tanti anche in passato.

Stringe il cuore al pensiero prima di tutto delle vittime che ci sono state e dei loro familiari. Poi il pensiero va a tutti coloro che sono stati colpiti da questo nubifragio e si trovano a dover fare i conti con il recupero di una normalità di vita certamente non facile.

Certo che di fronte a questi fenomeni estremi che si vanno ripetendo un po’ in tutto il mondo, non si può non condividere quanto proprio recentemente il Papa ha scritto nella “Laudate Deum”: «Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti. Nessuno può ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccità e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi.

È vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di venti estremi più frequenti e più intensi». Parole su cui riflettere.

+ Fausto Tardelli