A Trieste, al cuore della democrazia

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Alessandra Corti, membro della delegazione pistoiese alla Settimana sociale dei cattolici racconta l’esperienza di giorni di incontro, progettazione e scambio di buone pratiche

Si è aperta a Trieste la cinquantesima Settimana Sociale dei cattolici in Italia. “Al cuore della democrazia. Partecipare tra storia e futuro” è il tema che ha portato molti cattolici nella città giuliana dal 3 al 7 luglio per condividere sfide comuni e buone pratiche da far crescere insieme. Da Pistoia, nel 1907, grazie a Giuseppe Toniolo, è partita la prima Settimana Sociale e oggi, cinquant’anni dopo la storia continua.

Proprio dalla nostra diocesi di Pistoia sono partiti in quattro: Selma Ferrali, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, Renata Fabbri e Giacomo Mari come delegati diocesani e infine chi scrive – Alessandra Corti – per la Consulta Giovani delle Settimane Sociali. Ad aprire i lavori della Settimana Sociale è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, salutato dal Presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi che ha rivolto al Presidente e a tutti i partecipanti parole di benvenuto, di ringraziamento e di invito a valorizzare e a generare, in questi giorni, momenti di partecipazione e di confronto, resi possibili grazie alla presenza variegata dei delegati provenienti da tante realtà del nostro Paese. Non sono mancate parole di incoraggiamento a chi si sente deluso o rassegnato a causa di quella che Zuppi ha definito «la crisi del noi».

Il Presidente della Cei ha concluso dicendo che la solidarietà ha una memoria, custodisce l’attenzione per gli altri e passa attraverso le comunità in cui l’uomo vive, umane ed ecclesiali. Ci facciamo così artigiani di democrazia, pronti a pagare il prezzo della speranza e del sacrificio. Il Presidente Mattarella ha poi introdotto il suo discorso portando l’attenzione sul vero significato di democrazia, la quale garantisce l’inviolabilità dei diritti delle minoranze. «Al cuore della democrazia vi sono le persone – ha precisato il capo dello Stato – questo è il cardine della Costituzione. La democrazia aiuta a riconoscere le libertà delle persone e delle comunità». Parole autentiche e motivanti quelle del Presidente della Repubblica, che hanno fatto da ponte per avvicinare i temi forti del cattolicesimo politico italiano di quest’epoca che stiamo vivendo.

Le giornate dal 4 al 6 luglio sono state animate dai lavori mattutini, dove tutti i delegati hanno preso parte ai laboratori a tema sociale o politico, per ascoltarsi e discutere insieme sulle varie istanze e sfide che abitano il nostro Paese. Riuniti in circoli, i gruppi di lavoro sono stati animati in “stile sinodale” attraverso il metodo promosso da Giovanni Grandi, docente di Filosofia Morale e membro del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali. Dopo i lavori, i partecipanti hanno avuto la possibilità di prendere parte ad incontri, laboratori, spettacoli, concerti e dibattiti nelle piazze di Trieste. In particolare, hanno potuto visitare il “villaggio delle buone pratiche”, ovvero stand rappresentanti realtà che danno la propria testimonianza di democrazia attraverso la valorizzazione dei legami sociali. A chiudere la cinquantesima Settimana Sociale è stato papa Francesco che ha celebrato la Messa domenica 7 luglio, momento apice di questi giorni di condivisione, accoglienza, dialogo e partecipazione.

Al ritorno da Trieste saremo tutti chiamati a mettere in pratica quella che don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei ha definito «una meravigliosa manutenzione civica» che riporti tutti al cuore della democrazia. 

Alessandra Corti