Fai come vuoi ma lascia che ti rammenti la verità

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Capita che nella nostra società si tocchino inevitabilmente temi cosiddetti “eticamente sensibili”. Faccio riferimento, per esempio, alla questione attuale dell’“utero in affitto”. Da parte di alcuni cattolici, sento ogni tanto fare questo ragionamento: «Io personalmente non lo farei mai, ma in una società pluralista, bisogna accettare anche chi la pensa diversamente». A volte questo ragionamento viene fatto anche dai critici della Chiesa e dei cattolici. «Se tu una cosa non la vuoi fare sei libero – si dice – ma perché devi impedire ad un altro di farla?». Avrei molto da ridire su questo modo di ragionare ma non intendo ora addentrarmi in questa discussione. Quello che però mi sembra doveroso affermare, con umiltà e insieme coraggio, è la semplice verità morale.

Certi ragionamenti lasciano davvero il tempo che trovano in questo senso. Il piano su cui il cristiano e la Chiesa si muovono è sempre quello morale e dell’appello alle coscienze: è precisamente su questo piano, prima che su altri, che si afferma che l’utero in affitto non è una buona scelta. Poi ognuno può fare ciò che vuole, ogni situazione personale può offrire mille variabili, mentre le leggi possono stabilire quello che il legislatore ritiene meglio. Si tratta però di un’altra questione. Ciò che si dice innanzitutto è semplicemente questo: l’utero in affitto non è una scelta buona sul piano morale e sociale.

+ Fausto Tardelli, vescovo